Centro specializzato in andrologia, chirurgia andrologica, chirurgia plastico andrologica.
 
Specializzazioni

ANGIOLOGIA, FLEBOLOGIA E CHIRURGIA VASCOLARE

Prof. Dott. Fabio Pezzoni* responsabile - consulente
Specialista in CHIRURGIA VASCOLARE - Università di Milano

*Docente Corsi di Perfezionamento Universitario.

La salute delle gambe riguarda ormai gran parte della popolazione generale, allo stesso modo della maggioranza delle problematiche legate alla salute personale.
Le flebopatie (malattie delle vene), con una netta prevalenza del sesso femminile, sono in crescente diffusione: da una stima recente pare coinvolgano circa 9 milioni di italiani allo stato di evidenza clinica e che siano presenti in forme non ancora manifeste in quasi la metà della popolazione femminile.

Questa crescita è senz’altro favorita da fattori ambientali, quali l’inquinamento, la vita sedentaria alla quale quasi obbligano talune professioni , oppure dalla prolungata stazione eretta, da abitudini di vita non sana, come il fumo di sigaretta ad esempio, o l’assunzione smodata di alcolici, specie se associati a contraccettivi orali, etc. 

GRAVIDANZA E FATTORI ORMONALI: la gravidanza con le relative influenze ormonali ed il numero di gravidanze sono fattori spesso sottolineati essendo ovviamente strettamente legati all’incidenza del sesso. L’esordio della malattia varicosa durante la gravidanza (7-18%dei casi )e’ verosimilmente correlato all’incremento degli estrogeni a cui si correla una distensione delle fibre muscolari della parete venosa ed un conseguente aumento del volume venoso,nonche’ alla compressione sugli assi venosi dell’utero. Inoltre c’ e’ un rapporto fra numero di gravidanze ed aumento dell’incidenza di malattia varicosa. Comunque eta’,numero di gravidanze e prevalenza della malattia varicosa possono essere considerati fattori che agiscono indipendentemente fra loro nell’insorgenza delle varici. Il quadro clinico si sviluppa solo in coloro che posseggono una predisposizione di fronte alla quale agiscono fattori endocrini,meccanici,ambientali,etc

Contribuisce ad accelerare l’effetto negativo di queste condizioni un fattore genetico, o meglio una predisposizione familiare, spessissimo presente.

IL SISTEMA VENOSO: COME E' FATTO?

Il sangue,una volta arrivato al “capolinea” ,cioe’ ai capillari per irrorare i tessuti ,deve far ritorno al cuore e lo fa attraverso il circolo venoso. Questi vasi originano dai capillari e convergono man mano in tronchi sempre maggiori;ci sono cioe’ vene profonde che decorrono affiancate alle corrispondenti vene superficiali che sono al di sopra della muscolatura. Per raggiungere il cuore il sangue deve superare un dislivello ragguardevole;quando siamo in piedi,ad esempio,il sangue per andare dall’estremita’ inferiore,cioe’ dal piede al cuore,deve percorrere circa un metro e mezzo in senso opposto alla forza di gravita’. Questa “scalata”,al fine di evitare che il sangue ritorni verso il basso,e’ agevolata dalla presenza di particolari valvole situate ad esempio nelle vene delle gambe che,chiudendosi ritmicamente,facilitano la risalita del sangue,frazionandone la colonna. Questa progressione verso il cuore e’ facilitata dalla muscolatura delle gambe che contraendosi quando camminiamo o facciamo esercizio fisico funziona come una pompa che comprime e svuota le vene profonde(“pompa muscolare”).

COME FUNZIONA IL SISTEMA VENOSO?

Il sistema venoso in alcune situazioni puo’ perdere la sua funzionalita’.Ad esempio il ritorno del sangue al cuore puo’ essere reso difficoltoso da una scarsa attivita’ fisica,dall’abitudine di stare molto tempo seduti o di rimanere a lungo fermi in piedi;in questi casi la circolazione venosa diventa piu’ lenta,si crea cioe’ una situazione di ristagno di sangue,detta “di stasi”,che fa aumentare la pressione e conseguentemente dilata,le vene delle gambe. Quando le pareti delle vene sono deboli,per fattori genetici,i vasi tendono a sfiancarsi mal sopportando questo aumento di tensione,dando origine ad un processo irreversibile di formazione di varici. Le valvole venose di cui parlavamo in precedenza divengono cosi’ insufficienti,poiche’ i lembi valvolari stessi non combaciando piu’,sono sfiancati ed il sangue invece di salire tende a scendere inesorabilmente verso il piede(Insufficienza Venosa con edema,cioe’ gonfiore,di piede e caviglia).

Le varici (vene varicose), le teleangectasie (capillari dilatati, fonte di inestetismi), le più gravi malattie coinvolgenti le arterie o i vasi linfatici , le disfunzioni dell’apparato locomotore di interesse ortopedico, gli inestetismi come la “pennicolopatia sclero-atrofica” (“cellulite”) spesso si confondono fra loro e molte volte agiscono in varie combinazioni, dando origine a malattie multifattoriali che possono rendere necessaria la consulenza di più specialisti.

Tipi di varici: A) tronculari; B) tronculari extrasafeniche; C) da comunicanti; D) reticolari; E) microvarici o teleangectasie.

E’ importante, ad esempio, individuare le forme di “insufficienza venosa cronica”, vera e propria malattia del sistema venoso che coinvolge sempre anche il circolo profondo, oltre che il superficiale (visibile per la presenza di vene varicose), che a volte può essere anche apparentemente normale (assenza di varici) pur in presenza di fastidiosa sintomatologia: caviglie e/o gambe gonfie, senso di pesantezza, bruciori, facile stancabilità etc.

La più classica e celebre prova per le varici. (Rima, 1825; Trendelenburg, 1891)

I PRIMI SINTOMI DELL'INSUFFICIENZA

  • sensazione di tensione
  • sensazione di pesantezza alle gambe
  • formicolii
  • dolenzia
  • crampi notturni

In questi casi è fondamentale un’accurata visita specialistica Angio-Flebologica, integrata da valutazioni strumentali quali l’ECO-COLOR-“POWER”-DOPPLER, per una diagnosi precisa: con questa apparecchiatura si seguira’ il decorso dei tronchi safenici(le principali vene degli arti inferiori che possono dare varici)e dei loro rami collaterali ,nonche’ si valuteranno le condizioni delle valvole venose,sia della circolazione superficiale che della profonda. Si valuteranno inoltre gli esiti di eventuali pregressi episodi di “flebite”,cioe’ infiammazione di una vena ed eventuale sua successiva chiusura,etc. Il tutto in modo assolutamente indolore ed innocuo,quindi facilmente ripetibile e confrontabile.

Apparecchiatura per studio ECO-COLOR-DOPPLER

Studio Eco-Color-Doppler della giunzione safeno-femorale: A) normale; B) in varici essenziali

LE COMPLICANZE DELLA MALATTIA VENOSA E DELLE VARICI (VENE VARICOSE)

La malattia venosa,a volte,non si limita ai disturbi descritti ed alla condizione di inestetismo ,ma puo’ avere conseguenze piu’ gravi . Il perdurare dell’insufficienza venosa riduce l’apporto di ossigeno alla pelle che subisce cosi’ delle modificazioni:diventa scura e disidratata,possono comparire chiazze eczematose pruriginose,nel tempo si riduce di spessore diventando opaca e perdendo elasticita’,quasi fosse tessuto cicatriziale. Le varici superficiali dilatate (varici)possono poi infiammarsi e diventare cioe’ sede di “flebite”,con comparsa di dolore intenso e di una zona arrossata e calda lungo il decorso della vena stessa. Un’altra complicanza e’ la “trombosi”,cioe’ la formazione di coaguli nel lume di un vaso venoso in sede profonda;in questo caso l’edema,il dolore,la sensazione di bruciore sono veramente notevoli e determinano spesso difficolta’ a muovere l’arto rendendo urgente il consulto medico specialistico Angiologico. La piu’ appariscente e plateale espressione di sofferenza dei tessuti nella malattia venosa e’ “l’ulcera venosa”: Si forma prevalentemente sopra la caviglia,in genere nella parte interna,perche’ a quel livello i tessuti sono piu’ sottili e sono presenti diverse vene di comunicazione tra la circolazione profonda e quella superficiale. 

Appare quindi evidente come i portatori di malattie delle vene, o presunti tali, cioè che pensano di esserlo o che si ritengono a rischio di flebopatie, debbano rivolgersi a Centri Specialistici competenti come il nostro, per una adeguata informazione sulla loro condizione clinica e per una eventuale terapia “personalizzata”.
Terapia “personalizzata” che tenga conto anche, ove possibile, ed esclusivamente in alcuni casi, anche del “fattore estetico”, ai nostri giorni sempre più importante.
Nel Servizio di Angiologia, Flebologia e Chirurgia Vascolare, annesso al Centro di Andrologia e Chirurgia Andrologica, ci occupiamo anche di:

  1. FLEBECTOMIA AMBULATORIALE;
  2. SCLEROTERAPIA di TELEANGECTASIE (CAPILLARI DILATATI);
  3. SCLEROTERAPIA come “TERAPIA INTEGRATA”
  4. LA LEGATURA DELLE VENE PERFORANTI INSUFFICIENTI

A - LA FLEBECTOMIA AMBULATORIALE PER MICROINCISIONI IN ANESTESIA LOCALE – TECNICA DI MULLER-: RIPRISTINO DEL QUADRO ESTETICO E CORREZIONE DEL DANNO EMODINAMICO.

La flebectomia ambulatoriale per mini-incisioni, tecnica di Muller, è applicabile a varici esterne, cioè rami collaterali safenici o extrasafenici, e si pratica in anestesia locale. 

Tecniche di anestesia locale in sede inguinale (A) e lungo il decorso dei vasi varicosi, con ago intramuscolo (B) e con multiiniettore (C).

La metodica consente, utilizzando uno strumentario delicato particolare, di asportare il tratto venoso ectasico con risultati estetici e funzionali soddisfacenti. Alla fine dell’intervento non si applicano punti di sutura sulle microincisioni, ma solo un bendaggio elasto-adesivo, da tenere per circa 15 giorni. Il paziente viene dimesso pressoché immediatamente nel periodo post-operatorio e può riprendere la normale attività.

 

B - LA SCLEROTERAPIA DELLE VENE E DEI CAPILLARI DILATATI

Le TELEANGECTASIE (capillari dilatati) sono microvarici del derma e delle vene collettrici cutanee. Generalmente non causano una sintomatologia soggettiva. Il trattamento delle teleangectasie è indicato prevalentemente per la terapia del danno estetico, spesso causa di problemi psicologici. L’iniezione di liquidi sclerosanti nelle teleangectasie provoca la chiusura di queste micro-varici che al termine del trattamento scompaiono pressoché completamente. Tale tecnica è applicabile anche a vene di maggiore calibro, ove non ci sia indicazione ad asportarle chirurgicamente.

C - LA “SCLEROTERAPIA” COME “TERAPIA INTEGRATA”

La Scleroterapia è anche indicata per la completa eliminazione delle varici residue a intervento chirurgico ( es. “safenectomia”) e delle piccole vene e teleangectasie residue dopo intervento di “Flebectomia Ambulatoriale in anestesia locale con tecnica di Muller”, al fine di ottenere risultati ottimali.
Le sedute di Scleroterapia non sono dolorose e si possono riprendere immediatamente le normali attività.

D - LA LEGATURA DELLE VENE PERFORANTI INSUFFICIENTI

Le vene perforanti sono delle vene di comunicazione tra la circolazione venosa superficiale e quella profonda.Normalmente il flusso del sangue venoso e’ diretto dalla superficie alla profondita’ e queste vene sono poco visibili ed asintomatiche. A volte,invece,possono dilatarsi e diventare sede di sintomatologia dolorosa molto fastidiosa;questo accade soprattutto a livello della parte interna della gamba sotto il ginocchio appunto, sino alla caviglia. Questa patologia,contrariamente alla condizione di insufficienza venosa in senso generale,e’ molto diffusa anche nell’uomo,dove spesse volte si vedono quadri caratterizzati da uno o piu’ “gavoccioli”,cioe’ noduli venosi, nella parte interna della gamba accompagnati da senso di peso e dolore puntorio. Alla visita specialistica caratteristica e la sensazione della presenza alla pressione digitale di come “un buco”in cui il dito dell’operatore affonda con caratteristica comparsa di dolore. La diagnosi viene confermata dall’esame Eco-color-Doppler che permette la precisa localizzazione della vena sfiancata. Confermata la diagnosi si puo’procedere in anestesia locale,mediante una piccola incisione,alla legatura della o delle vene implicate con eliminazione completa del reflusso,della sintomatologia dolorosa e ripristino del quadro estetico. Il paziente non necessita ospedalizzazione;dovra’ solamente indossare una calza elastica nel decorso post-operatorio.

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